Yukio Mishima,suicida per salvaguardare l’onore del Giappone

 

 

Yukio Mishima si toglieva la vita 47 anni fa nel novembre del 1970, al modo dei samurai, sconvolgendo l’opinione pubblica giapponese e mondiale.  Pseudonimmo di Kimitake Hiraoka, Mishima è stato uno scrittore, drammaturgo, saggista e poeta giapponese. Acceso difensore della tradizione del suo paese, ebbe notorietà anche come attore, regista cinematografico e praticante di arti marziali in particolare il Kendo.  Mishima fu uno dei pochi autori giapponesi a riscuotere immediato successo anche all’estero. Le sue numerose opere spaziarono dal romanzo alle forme modernizzate e riadattate di teatro tradizionale giapponese Kabuki e No, quest’ultimo rivisitato in chiave moderna.

Di Mishima è famoso quasi più delle opere il suicidio, che lo impose all’attenzione dei mass media e nello stesso tempo ne fece un’icona delle destre.  Il 25 novembre del 1970 Mishima infatti stabilì di togliersi la vita attraverso il rituale seppuku riservato ai samurai. Un gesto compiuto dopo un discorso, dal ministero della Difesa occupato dallo scrittore e dai suoi discepoli, in difesa dei valori del Giappone tradizionale uscito sconfitto dalla seconda Guerra mondiale. Egli si uccise insieme al fedele compagno che faceva parte del Tate no kai, Società dello scudo, nata per far rinascere nel Giappone piegato dalla disfatta militare quello spirito patriottico che la nuova Costituzione si impegnava a tenere soggiogato con la rinuncia alla guerra e all’esercito. Ne facevano parte circa 84 studenti. Nel  2012 il regista Koji Wakamatsu ricostruiva le ultime drammatiche fasi della vita dello scrittore giapponese nel film 25/11 il giorno dell’autodeterminazione

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