Seduzione Etrusca. Dai segreti di Holkham Hall alle meraviglie del British Museum in mostra fino al 31 luglio

 

 

A Cortona, l’anno successivo la pubblicazione del De Etruria Regali nasce, sull’onda dell’interesse esploso, la prima Accademia di studi etruschi in Europa – l’Accademia Etrusca di Cortona – alla quale si iscriveranno i maggiori intellettuali del tempo, da Montesquieu a Voltaire, e moltissimi inglesi.
Qui, una politica attenta di scavi, ricerche, restauri e muselizzazione, perseguita con tenacia negli ultimi vent’anni, ha portato oggi ad avere un sistema archeologico a ciclo completo – Parco, gabinetto di restauro, Museo – assolutamente all’avanguardia. E sempre Cortona ha avviato dal 2009, affiancata da Villaggio Globale International, importanti collaborazioni internazionali che l’hanno portata a dialogare e progettare grandi eventi con alcune della maggiori realtà museali del mondo: il Museo Statale Ermitage, il Museo del Louvre e ora il British Museum e Holkham Hall.

La mostra, curata da Paolo Bruschetti, Bruno Gialluca, Paolo Giulierini, Suzanne Reynolds e Judith Swaddeling è accompagnata da un catalogo di grande respiro (edito da Skira), che costituirà una pietra miliare negli studi in questo campo per i tanti documenti inediti proposti.Thomas Dempster professore di Diritto all’Università di Pisa tra il 1616 e il 1619, a realizzare su richiesta di Cosimo II de’ Medici una monumentale storia degli Etruschi – Il De Etruria Regali libri septem, espressione di quel mito etrusco al quale si era sempre riferito il principato mediceo per la propria affermazione. E sarà un inglese, Lord Thomas Coke futuro I° Conte di Leicester, a finanziare la pubblicazione a stampa del manoscritto Dempster, rimasto inedito per oltre un secolo.

Il volume uscirà a Firenze presso le stamperie medicee nel 1726 in due volumi e con la revisione del testo di Dempster diretta da Filippo Buonarroti – allora massimo esperto di antichità etrusche e ministro ducale – con il quale Coke aveva stretto rapporti importanti nel corso del suo Grand Tour in Europa, durato ben 12 anni con lunghi e ripetuti soggiorni in Italia, soprattutto a Roma, Pisa e Firenze. Buonarroti, d’accordo con Coke, integrerà il testo con le sue Explicationes et Conjecturae e con ben 93 tavole realizzate appositamente da una staff di disegnatori e poi incisori raffiguranti le principali opere etrusche collezionate e rinvenute fino ad allora in Italia. Era l’avvio dell’etruscologia modernabasata sul confronto con i monumenti e i reperti degli scavi ed era l’avvio di un’auntica moda e passione per gli Etruschi.

La mostra, dopo un tuffo nel clima del Grand Tour settecentesco, ripercorre la figura di Coke cultore dell’antico e i suoi soggiorni in Italia, nel corso dei quali il giovane visitò musei e gallerie, collezionò opere d’arte e libri antichi, commissionò disegni e dipinti, sviluppando un interesse crescente per la civiltà etrusca.

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