Marco Petrus, le città dipinte che diventano linguaggio.La mostra “Atlas” alla Triennale di Milano

È un progetto che dialoga in armonia con il luogo che lo ospita, quello che l’artista Marco Petrus ha pensato per la Triennale di Milano dal 30 aprile al 2 giugno 2014: trenta dipinti sulle possibili geografie architettoniche della “città ideale” esposti in quello che è considerato il tempio dell’architettura. Atlas, che ripercorre tipologie, particolarità, scorci, simbologie e caratteristiche dello spazio urbano costruito via via da Petrus nel corso della sua indagine geografico-simbolica attraverso le diverse città del mondo, formando così un “atlante urbano” immateriale e idealmente diffuso, quasi una moderna Enciclopédie métropolitaine. Insieme alle grandi metropoli del mondo, non mancheranno le immagini di Milano, visto il suo forte legame con il capoluogo lombardo, città in cui abita e da dove è partito il suo percorso artistico. È grazie, infatti, all’architettura milanese modernista, che ha trovato la soluzione per costruire, quadro dopo quadro, il suo linguaggio: una poetica della modernità in chiave contemporanea.

Da più di vent’anni, Petrus lavora sulla rielaborazione delle architetture cittadine, con una fortissima stilizzazione di elementi che tende a volte, nell’estrema ricerca di sintesi di linee e toni cromatici (tra cieli piatti e volutamente monocromi che incombono su una realtà depurata dal caos quotidiano), a sfiorare l’astrazione. Attraverso i suoi quadri prende forma un originale affresco dell’architettura moderna e contemporanea, riletta attraverso una particolare e riconoscibilissima cifra stilistica.
L’utopistico progetto di “Atlante urbano” di Marco Petrus trova così, nella mostra “Atlas”, una sua dimensione fisica, materiale e fortemente simbolica. La mostra, organizzata da Italiana in collaborazione con la Fondazione Triennale di Milano, è corredata da un catalogo, edito da Johan & Levi, con testi di Michele Bonuomo e Federico Bucci.

Marco Petrus (Rimini 1960), dal 2000 ha esposto a Santa Fe, a Milano, Mosca, Venezia, New York, Londra, Roma alternando a importanti gallerie internazionali prestigiosi spazi pubblici (lo Shanghai Art Museum, il Taipei Fine Arts Museum, Palazzo Reale a Milano o il Complesso del Vittoriano a Roma), continuando a concentrarsi, oltre che sul paesaggio urbano italiano, sui palazzi di Londra, Marsiglia, su quelli di New York, o di Shanghai, o delle altre grandi capitali europee ed extraeuropee.

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