La Locandiera di Carlo Goldoni, adattamento di Giuseppe Marini con Nancy Brilli e Fabio Bussotti, Giuseppe Marini, Maximilian Nisi e con Fabio Fusco, Andrea Paolotti. Scene di Alessandro Chiti, costumi Nicoletta Ercole. Un’interpretazione magistrale di Nancy Brilli, un classico ben adattato con un ottimo cast.

Come è stato gravoso stare lontano dalle tournée per ben nove anni. è volato questo tempo, ho fatto una quantità di cose indispensabili per la mia vita ma non vedevo l’ora di ricominciare a girare, a portare il mio lavoro alle persone che altrimenti non vi avrebbero avuto accesso se non in tv o al cinema. E non è lo stesso. La vibrazione umana è un’altra cosa, che tu stia su o giù dal palcoscenico. E il bisogno di tornare ad essere padrona della mia professione ormai non era più ignorabile.
La follia mi è mancata in questi anni. Il quotidiano necessita soprattutto di organizzazione e pragmatismo, qualunque madre lavoratrice lo sa, ma per un’artista è una condizione un po’ scomoda. Non accettare set lontani da casa e spettacoli itineranti è stata una scelta imprescindibile, a volte ci sono priorità che dobbiamo riconoscere e accogliere; ma poi mio figlio è cresciuto e comunque i miei pensieri non ne potevano più di starsene acquattati sotto le necessità, urgevano sottopelle, chiedevano aria. E allora un Classico. Importante. Essenziale. Netto. Elegante. La perfezione del meccanismo-commedia, la necessità di misurarsi con una lingua inclemente da rendere organica e accessibile, l’accettazione della convenzione teatrale che esige azioni poco realistiche, il potermi calare in una personalità fredda, vanitosa e calcolatrice tanto lontana da me, sicuramente tutto questo mi attrae della “nostra” Locandiera. L’abbiamo voluta senza vezzi e mossette, pronipote finalmente evoluta nei modi della servetta Colombina; Mirandolina è seduttiva per tornaconto personale, fatto brutto, piccolo, avido e purtroppo molto contemporaneo, e crudelmente non considera il dolore altrui, ma è anche fortemente indipendente, e questo invece di lei mi piace assai. Cerca di bastare a se stessa, di governare il gioco da padrona, ma è sola, solissima, e questo mi fa pena. Povera, povera gente, sempre lì a dannarsi per la supremazia sull’altro sesso. Quanti rapporti ho visto naufragare in lotte di potere! E di Amore non se ne parla. Invece qui, in Teatro, in questo momento e in questo modo, nelle mani intelligenti, colte e sensibili di Giuseppe Marini, nel talento di Nicoletta Ercole e Alessandro Chiti, nella rincuorante competenza dei tecnici, nella bravura e preparazione degli attori in scena, nella volontà mia e della produzione, è proprio di questo, proprio di Amore, che si tratta. Ed è cosi che deve essere.

Nancy Brilli

 

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