Il più bello…grande e magnifico pavimento che mai fusse stato fatto” (Vasari,circa il pavimento del Duomo di Siena )

 

 

 

 

Il pavimento del Duomo di Siena è uno dei più vasti e pregiati esempi di un complesso di tarsie marmoree, un progetto decorativo che è durato sei secoli, dal Trecento all’Ottocento. Come per la fabbrica della cattedrale, anche il pavimento si intreccia indissolubilmente con la storia stessa della città e della sua arte: per questo nei secoli i senesi non hanno lesinato risorse per la sua creazione prima e per la sua conservazione poi. Composto da più di sessanta scene, è generalmente coperto nelle zone di maggior frequentazione da fogli di masonite, tranne una volta all’anno, per circa un mese, tra settembre e ottobre..

I cartoni preparatori per cinquantasei tarsie furono forniti da importanti artisti, quasi tutti senesi, fra cui il Sassetta, Domenico di Bartolo, Matteo di Giovanni, Domenico Beccafumi, ma anche l’umbro Pinturicchio, autore, nel 1505, del celebre riquadro con il Monte della Sapienza.

 

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