Il futurismo italiano sbarca per la prima volta negli Stati Uniti dal 21 febbraio al 1 settembre

La mostra sul Futurismo che si terrà nella Grande Mela esplorerà il movimento a partire dalle sue origini, dalla pubblicazione del celebre Manifesto Futurista che Filippo Tommaso Marinetti pubblicò su Le Figaro nel 1909, annunciando la nascita di una nuova “era” oltre che l’inizio di una nuova corrente artistica, una rivoluzione sociale e culturale ancora contemporanea. Le opere esposte al Guggenheim saranno circa 360, realizzate da Umberto Boccioni, Gino Severini, Carlo Carrà, Luigi Russolo, Balla e Depero. In mostra non solo dipinti ma anche fotografie, ceramiche, sculture, oggetti di design, mobili, cartelloni pubblicitari, costumi di scena, teatro e performance, per sottolineare la multidisciplinarietà di questo movimento artistico. La mostra al Solomon R. Guggenheim Museum è la prima al mondo ad offrire una panoramica complessiva del Futurismo, dalla pubbliciazione del Manifesto di Marinetti fino alla sua scomparsa e della seconda guerra mondiale nel 1944, esplorando quindi il movimento nelle sue due “fasi”: lo slancio iniziale e la “reincarnazione” degli anni ’30 che si verificò dopo la Grande Guerra.

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