GRAZIANO MARINI un artista affermato che ha perseguito il disegno fin da giovane “di diventare un pittore moderno”.

Un pittore, ricorda, influenzato “più o meno inconsapevolmente
dalla cultura circostante, dall’attualità e dalla storia”

 

  • Come nascono le sue idee ? Dall’ambiente e dalla cultura, cosa influenza di più il suo lavoro?

Le idee navigano nell’aria, sono di tutti, basta essere pronti a
coglierle. Gli artisti hanno il dono di cogliere gli impulsi prima
degli altri, naturalmente bisogna possedere una forte volontà e po’ di
naturale talento. Idea o disegno mi pare significhi, come anche per
Shakespeare, intenzione, programma, progetto . Ho cominciato da
giovanissimo a perseguire questo disegno, nel tentativo di diventare un
pittore moderno. E così ho imparato questo mestiere di pittore
adoperando le mani e gli occhi anziché le parole, per essere più
preciso posso dire che mi sono preoccupato fin dagli inizi dell’effetto
dell’insieme della luce, piuttosto che del segno, la materia e la moda.
Sono certo che, la cultura circostante, l’attualità e la storia, hanno
influenzato più o meno inconsapevolmente il mio lavoro.

  • Prima di accostarsi alla tela conosce già quale sarà il soggetto dell’ opera. Oppure preferisce lasciar fluire le emozioni ?

Quando entro nel mio studio mi scrollo di dosso tutti i pensieri e
tutte le sovrastrutture mentali che sono dentro di me, mi sento
immediatamente libero e pieno di energie, comincio sempre a lavorare
con estrema tranquillità e curiosità, non conosco mai quello che
farò, lavoro sempre di getto in maniera spontanea , emotiva, adattando
naturalmente al mio linguaggio le tecniche che più mi appartengono.
Sulla tela bianca parto sempre da un segno da una macchia e via via
proseguo fino a quando la superficie non mi respinge, solo allora, l’
opera può dirsi conclusa , terminata.

  • Perché la scelta di determinati colori ? Che significato ha per lei ad esempio il rosso ?

Ciò che mi interessa nei miei colori è l’armonia, più di certi
colori, singolarmente sono le armonie di contrasto fra loro. Non amo e
non uso mai il nero, ne i colori marroni terra. Uso quasi sempre i
colori così come sono nei tubetti, allo stato puro ; non li mescolo mai
prima di dipingere perché sono convinto che se questi vengono accostati
e stratificati sulla superficie nella giusta e opportuna quantità si
mescolano da soli nella retina creando così quella che si chiama miscela ottica.
Il rosso è un colore importante, è impulso, volontà di vincere e
tutte le forme di vitalità e di potere, dalla potenza sessuale alla
trasformazione rivoluzionaria. E’ impulso verso l’agire attivo, verso
lo sport, la lotta, la competizione, l’erotismo e la produttività
audace. Il rosso è l’impatto, la forza della volontà, distinto dal
verde che è elasticità della volontà.

  • Quali materiali e supporti utilizza prevalentemente per realizzare i suoi lavori e perché?

Durante la mia attività ho sperimentato e provato quasi tutti i
materiali e tutte le tecniche correnti della pittura su tela,
escludendo via via quelle che mi sembravano troppo difficili, ovvero
troppo chiuse in modelli già completi, dove la relazione fra operazione
pittorica e qualità del quadro finito era già riscontrata o
riscontrabile a priori. Così, ho tentato di limitare la mia tecnica a
due criteri fondamentali: cioè fare quadri e non decidendo con la
testa. Dipingo sempre in maniera classica, uso colori ad olio, tele
telai di buona qualità, poiché ritengo che l’opera d’arte, anche se non
necessariamente, debba essere sempre di ottima manifattura.

  • Prepara lei tela e telai ?

Agli inizi della mia carriera montavo telai e preparavo tele sempre
da me, ora non sempre lo faccio, per questioni di tempo. Ho dei buoni
artigiani che mi forniscono tele e telai professionali di qualità.
Preferisco quasi sempre usare telai da rifodero, quelli che si usano
per il restauro poiché sono più robusti e duraturi con spessori di 4
o 6 cm. anche se più costosi. Invece quando devo sperimentare nuove
tecniche cromatiche o di materie diverse preferisco prepararmi nella
maniera più opportuna le tele da solo.

  • A quale artista o movimento del passato si sente legato in modo particolare? E quali sono gli artisti contemporanei che più apprezza ?

Quasi tutti i maestri del passato mi interessano per una ragione o
per l’altra, anche se non ho un maestro in particolare a cui guardo. La
ragione fondamentale è il mio interesse per le diverse interpretazioni
del linguaggio che ognuno di essi offrono; quello stesso linguaggio
(visivo) che io cerco di sviluppare.
Tuttavia ci sono stati artisti che ho cercato di studiare in maniera
più approfondita rispetto ad altri, sono tutti quegli artisti che mi
hanno sempre impressionato e formato, artisti come Caravaggio, Millet,
Pellizza Da Volpedo, Medardo Rosso, Cèzanne, Matisse, Balla, Boccioni,
Severini, Mondrian, Rothko, Pollok, Dorazio ecc. Artisti che hanno
avuto sempre l’obiettivo di dipingere la luce, che è la stessa
ossessione che mi persegue.
Degli artisti contemporanei apprezzo e stimo gli artisti che hanno
lavorato sul colore, apprezzo gli espressionisti astratti americani,
poi i pittori del nostro ultimo dopoguerra come Turcato, Dorazio,
Santomaso, Vedova, Veronesi, Melotti, Novelli, Sebastian Matta, Max
Bill ecc. sono quasi tutti pittori che ho avuto la fortuna di conoscere
e relazionarmi con loro, noi artisti siamo fortunati perché possiamo
studiare l’arte dal vivo .
Mentre invece non mi sono mai fatto sedurre dalle “mode artistiche”:
quelle stesse mode che hanno attraversato gli anni della mia formazione
e che hanno travolto la maggioranza dei miei colleghi, come la
cosiddetta “ nuova pittura” o “transavanguardia” degli anni ottanta, da
cui ho cercato di stare lontano poiché ho sempre ritenuto che tali
fenomeni siano stati dei sottoprodotti della grande tradizione della
pittura moderna.

  • Quale pensa che sia il fine ultimo dell’Arte ?

L’arte svolge senz’altro un ruolo importante, poiché l’uomo ha
bisogno di qualcosa che risvegli nella sua immaginazione una critica
fantastica e alternativa all’aspetto razionale della vita. E’ la
necessita di qualcosa che agisca subito attraverso l’occhio, che è il
mezzo più diretto di percezione della realtà. Oggi esiste una profonda
frattura tra l’arte e la cultura degli uomini del nostro tempo. E
siccome uno dei rimedi più efficaci a tale situazione è nell’educazione
dell’uomo alle cose che riguardano la sua presenza, noi artisti
vogliamo fare un tentativo. Vogliamo che l’uomo contemporaneo si renda
conto delle immagini che costituiscono l’ambiente delle sue azioni,
della sua intensa vitalità e dei suoi sogni, cominciando proprio dalla
pittura che, in modo particolare, propone alla sua coscienza le ragioni
e le forme essenziali di tali immagini. Una delle cose che l’uomo può
fare con maggiore facilità e miglior profitto, è di esaurire i propri
dubbi leggendo; quindi completando la propria conoscenza e aumentando
la propria libertà. L’uomo contemporaneo, purtroppo soffre ancora,
(molto spesso), di complessi di inferiorità nei confronti dell’arte
moderna. E ciò dipende da una educazione sbagliata.
Tuttavia sono dell’idea che l’arte moderna trasmette fondamentalmente
allegria, è stata creata dagli impressionisti, dai simbolisti e dai
cubisti contro la paura, è un’ arte laicista, un’ arte contro la
letteratura, ossia contro le paure e le fobie imposte dalla
letteratura, dalla filosofia, dalla teologia e dalla politica. L’arte
moderna è l’impressione della gioia. Per questo il compito dell’artista
oggi è quello di combattere contro la paura procurata dal mondo. L’arte
oggi può essere uno strumento per incoraggiare l’uomo.

  • Anche se spesso gli Artisti cercano di sfuggire alla logica del mercato non significa che non abbiano un opinione di massima. Ci può illustrare la sua ?

Quando dipingo non lo faccio né per il denaro né per lo spirito, ma
semplicemente perché sono curioso di vedere nella pittura immagini e
colori che non ho mai visto prima e che so possibili. Questa per me è
la sorpresa, la rivelazione. Invece il mercato e il successo per un
artista sono un’altra cosa, non dovrebbe riguardare più di tanto anche
se ci sono artisti che tentano di perseguire solamente il successo e il
mercato. Naturalmente il più grande privilegio per un artista è quello
di riuscire a vivere del proprio lavoro. Ma non illudiamoci, se il
pittore vende i quadri continua a creare con più sicurezza, ma se non
li vende continua lo stesso a dipingere. (segue)

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