CORCOS, “I sogni della Belle Époque” a PALAZZO ZABARELLA fino al 14 dicembre 2014

La mostra ripercorre la vita e l’opera del pittore di Livorno, a distanza di quindici anni dalla retrospettiva che gli dedicò la sua città natale, portando nelle sale di Palazzo Zabarella molti capolavori e molte tele inedite provenienti dai maggiori musei italiani e francesi e dalle maggiori collezioni pubbliche e private. Questi dipinti insegneranno al pubblico della mostra la grande fortuna critica di cui godette l’artista durante la sua lunga carriera e poi nel Novecento, come dimostrarono e dimostrano anche le tante esposizioni dei suoi dipinti in passate e recenti iniziative nazionali.

La fama di Corcos era già notevole nella prima metà del Novecento. Ugo Ojetti, nel 1933 scrisse: “Chi non conosce la pittura di Vittorio Corcos? Attenta, levigata, meticolosa, ottimistica: donne e uomini come desiderano d’essere, non come sono”, mentre Cipriano Efisio Oppo nel 1948: “Una pittura chiara, dolce, liscia, ben finita: la seta, seta, la paglia, paglia, il legno, legno, e le scarpine lucide di copale, lucide come le so fare soltanto io, diceva Corcos”. La mostra sarà imperniata sul famoso dipinto Sogni esposto alla Festa dell’Arte e dei Fiori, la rassegna internazionale inaugurata a Firenze nel 1896, dove il quadro aveva destato un “chiasso indiavolato” e provocato un acceso dibattito sul significato da attribuire a quell’intenso ritratto di giovane donna, ora definito “spiritualista” ora “realista”, ma infine universalmente ammirato per l’originalità della composizione e l’inquieto carattere della protagonista.

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