Autunno con gli impressionisti

Al termine di questa torrida estate ci attende un autunno delle mostre sotto il segno degli impressionisti e più in generale della pittura a cavallo tra metà ottocento ed inizio novecento. Non è una novità a dire il vero ma ci saranno tanti nomi di richiamo e quanto mai popolari, capaci di dar vita a lunghe (almeno si spera) file alle biglietterie. Si parte, il 15 ottobre, al Palazzo delle Esposizioni, con «Impressionisti e moderni. Capolavori dalla Phillips Collection di Washington»: sessantadue dipinti provenienti dal primo museo americano di arte moderna, inaugurato nel 1921. La sfilata di grandi nomi è impressionante: Ingres, Delacroix, Goya, Courbet, Manet, Cézanne, Degas, Van Gogh, Monet e poi Kandinsky, Matisse, Picasso, fino ad una star dell’espressionismo astratto come Rothko.

Pochi giorni dopo al Complesso del Vittoriano è la volta di «Impressionisti. Tete à tete». Oltre sessanta opere provenienti dal Musée d’Orsay di Parigi documenteranno i sessant’anni di pittura francese (1860-1919) in cui nacque, si sviluppò e si affermò la pittura impressionista, e i suoi esiti finali, il postimpressionismo. Contemporaneo degli impressionisti e grande cantore della bellezza femminile con una pittura lenticolare e virtuosistica, James Tissot (1836-1902) sarà protagonista della grande mostra retrospettiva presentata al Chiostro del Bramante dal 26 settembre. Di alto livello si annuncia la mostra dedicata a Henri de Toulouse-Lautrec dal Museo dell’Ara Pacis, a partire dal 3 dicembre, con mirabili capolavori del geniale ed anticonformista post-impressionista che col suo segno incisivo e saettante influenzò il giovane Picasso. Così come sarà un’assoluta novità in Italia la grande esposizione che la Galleria nazionale d’arte moderna dedicherà dal 26 novembre a “Maurice Denis. Dai Nabis a una nuova spiritualità”, mettendo in luce il ruolo di capofila del Simbolismo francese rivestito da questo pittore che arrivò anche ad anticipare il “ritorno all’ordine” degli anni venti. L’arte dei primi quarant’anni del ‘900 nel nostro Paese sarà invece la protagonista della mostra «Dal Liberty al Design. Arti decorative in Italia, 1900-1940», in programma al Palazzo delle Esposizioni dalla fine di ottobre. Nel dialogo continuo fra arti decorative ed arti plastiche, ecco allora il Liberty, il futurismo, il recupero della cultura classica nel “ritorno all’ordine”, fino al linguaggio razionalista.

L’arte rinascimentale e protomanierista sarà rappresentata al massimo livello, dal 2 ottobre ai Musei Capitolini, nella mostra «Raffaello Parmigianino Barocci. Dialettiche dello sguardo e metafore della visione». L’esposizione prenderà avvio dal confronto e dal dialogo che Francesco Mazzola detto il Parmigianino e Federico Barocci, artisti vissuti in epoche diverse anche tra loro, seppero instaurare con Raffaello, soprattutto nell’esercizio del disegno e dell’incisione. Protagonista di una riflessione acuta ed inquietante sulla cultura artistica italiana, Balthasar Klossowski de Rola in arte Balthus (1908-2001), sarà celebrato da ottobre, a quindici anni dalla morte, con un’ampia mostra monografica divisa in due sedi, le Scuderie del Quirinale e Villa Medici. Dal 24 settembre le Grandi Aule delle Terme di Diocleziano ospiteranno 75 opere di uno dei maggiori scultori del ‘900, l’inglese Henry Moore (1898-1986), inventore di un nuovo rapporto fra pieni e vuoti nella ricerca plastica. Straordinaria sarà in particolare la serie di figure femminili sdraiate, emblemi della Madre Terra, oltre alle sculture sul tema della madre e del figlio. Nell’ambito del contemporaneo spicca la fitta e qualificata programmazione del MACRO, nelle sedi di via Nizza e Testaccio. Si va dal Festival Internazionale di Fotografia che aprirà l’8 ottobre all’Albero della cuccagna di Gianfranco Baruchello e alla virtualità di Digital Life alla Pelanda. Il 26 novembre sarà invece la volta della mostra antologica di Gillo Dorfles intitolata «Essere nel tempo» e dell’esposizione «EGOSUPEREGOALTEREGO. Volto e Corpo contemporaneo dell’arte». A dicembre, infine, grazie a una bella idea di Federica Pirani, la Galleria comunale d’arte moderna proporrà un appassionante confronto fra i capolavori novecenteschi della Fondazione Magnani Rocca a Mamiano di Traversetolo (Parma) e quelli del museo di via Crispi. ( Il Tempo – Cultura&Spettacoli – 22 agosto 2015 )

Gabriele Simongini

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