A Parma Giacomo Balla, astrattista futurista

 

E’ iniziata alla Fondazione Magnani Rocca l’importante rassegna dedicata alla produzione artistica del più geniale dei futuristi. Si tratta di GIACOMO BALLA. Astrattista Futurista che curata da Elena Gigli e Stefano Roffi, presenta l’intero percorso artistico di Balla attraverso l’analisi del manifesto “Ricostruzione Futurista dell’Universo”, uno dei testi teorici più rivoluzionari dell’arte del Novecento, sottoscritto dallo stesso Balla. In mostra oltre ottanta opere provenienti delle maggiori collezioni pubbliche e private alcune mai esposte prima.

Perché andare
Il percorso espositivo, articolato per temi, ripercorre proprio i punti programmatici del Manifesto del 1915 di cui si celebra il centenario della sua pubblicazione. La mostra si apre con la sezione ‘Astratto’ dedicata alla luce usata dal maestro nelle opere di inizio ‘900 realizzate a Villa Borghese e prosegue con l’aspetto dinamico delle opere, in particolare con il dinamismo nel volo delle rondini, nell’automobile che sfreccia, nella velocità astratta. Una sezione è poi dedicata alla rappresentazione della figura femminile come il “Primo ritratto di Elisa che cuce (1898)”, oppure il nudo della moglie con i veli o i magnifici ritratti degli anni venti e trenta. La sezione “Drammatico” trova invece il suo centro nell’interventismo in guerra, con opere come “Dimostrazione interventista” del 1915, recentemente riscoperto sul retro del dipinto “Verginità” del 1925, mentre in “Autonomo” confluiscono gli autoritratti ironici e provocatori del maestro. Si prosegue poi con i cicli delle Stagioni e delle Trasformazioni Forme Spiriti, il paesaggio artificiale e la linea della velocità nelle sculture, fino al vestito e il mobile futurista dalla caleidoscopica “Casa Balla”.

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