Simone Cristicchi è tornato a Sanremo e ha portato a casa il “Premio Sergio Endrigo”

 

Simone Cristicchi è tornato a Sanremo e ha portato a casa il Premio Sergio Endrigo alla miglior interpretazione e quello alla miglior composizione musicale. Ad Orvieto nell’ambito del progetto #TeatroMemoria, promosso dall’associazione Teatro Mancinelli TeMa in occasione del “Giorno del ricordo” ha portatoin scena il suo spettacolo “Esodo”, un racconto per voce, parole, immagini e musica per riportare alla memoria il dramma delle foibe e l’esodo istriano degli esuli istriani, fiumani e dalmati.

Un racconto di «energia e di forza, di una catasta di oggetti che parlano di malinconia dell’esodo, di chi ha perso tutto, dai familiari ai luoghi cari» dice Simone Cristicchi, «un racconto che diventa un tentativo di dare dignità alle persone».

Spazio anche ad un pensiero alle ricorrenti tesi “giustificazioniste” o che negano le foibe. «Non potrà esistere una memoria condivisa finché ci saranno persone indottrinate che sminuiscono un crimine – ha detto l’artista –  Vorrebbero insegnare la storia a chi l’ha subita. È abominevole questo comportamento. Questa storia ha bisogno solo di rispetto».

La canzone di Sanremo, “Abbi cura di me” è stata definita un “Cantico 2.0”, una canzone francescana. E alla domanda se abbia mai provato ad interessarsi ai mistici umbri, in particolare a Jacopone da Todi, l’artista ha risposto che lo conosce bene «anche se non ho mai approfondito la sua spiritualità, era già tra i progetti ai quali vorrei lavorare. In Jacopone e nella mia ricerca ci sono molti canoni che rispecchiano una mia attitudine, che fanno parte delle mie riflessioni sulla spiritualità, sulla felicità, sulla bellezza e che riguardano la ricerca dell’assoluto e di Dio.

In Umbria, poi, ho trovato un luogo particolare, l’eremo francescano di Campello sul Clitunno. Lì ho stretto amicizia con queste suore francescane e ho visitato la Grotta di Francesco ed è nato il germoglio della canzone. Un luogo di silenzio e contemplazione, ma anche di accoglienza, dove poter ritemprare lo spirito e il corpo».

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *