Palazzo Pongelli – Benedettoni a Todi: il gioiello umbro, luogo jacoponico per eccellenza

 
Qui visse anche Jacopone da Todi. Qui trovano posto 12 affreschi di vita del poeta ‘giullare di Dio’ eseguiti da Pietro Paolo Sensini. Qui il proprietario, il conte Eugerio Pongelli – Benedettoni di Montacchiello, Patrizio di Todi, insieme alla moglie ospita cerimonie, feste, serate di gala, concerti e premi. Stiamo parlando del Palazzo Pongelli – Benedettoni di Todi, un autentico gioiellino, costruito tra la fine del Cinquecento e l’inizio del Seicento. Diventato, con decreto ministeriale, palazzo di interesse storico, artistico e architettonico.  
 
È proprio Eugerio Pongelli a raccontare un po’ di storia del Palazzo: “Con il passare dei secoli, come accadeva nel Rinascimento, ha inglobato le case vicine, gotiche e medievali. In una di queste, dovrebbe aver vissuto Jacopone da Todi. Il Palazzo è luogo jacoponico per eccellenza”. Come testimoniato dagli affreschi: “A Sensini è attribuito l’unico ciclo pittorico esistente della vita di Jacopone”. Fino al Settecento la proprietà è stata della famiglia Benedettoni. Tra l’altro, Eugerio è probabilmente l’ultimo discendente proprio di Jacopone.
“Oggi ospitiamo matrimoni, ma puntiamo più sulla qualità che sulla quantità. Questa è la location perfetta anche grazie a un giardino pensile molto ben curato. Ogni anno, ci colleghiamo con il Festival di Todi di settembre, ospitando incontri con l’autore o concerti. Qui è nato il premio culturale Tular, che ha visto tra i vincitori importanti letterati e sportivi. Finanziato da me, si è svolto nel 2008 e nel 2009, poi avevamo preparato l’edizione del 2010, ma non si è svolta. Nel 2019, però, voglio ripristinare questo premio, Todi se lo merita”.
Eugerio Pongelli ci tiene a precisare che lui sarebbe contento di ospitare anche più eventi: “Anche se è molto faticoso e dispendioso per me e mia moglie. Ma questo Palazzo merita di essere aperto e visitato, è il più bello privato che ci sia a Todi”. Nel 2017 si è lasciato guardare in occasione delle giornate di primavera Fai: “Per quest’anno non mi hanno ancora contattato, vedremo se lo faranno. Due anni fa abbiamo fatto il record di presenze, con 3.600 visitatori”.
Il conte si è battuto moltissimo per far di nuovo scintillare il ‘suo’ Palazzo: “Per 50 anni era rimasto chiuso, poi ho dato inizio ai restauri che sono durati 20 anni. Nel 2008, nelle sue stanze, c’è stata la cerimonia di matrimonio delle mie due figlie, nel giro di tre mesi, dopo la celebrazione nella chiesa attigua di Sant’Ilario. E’ stato talmente un successo che abbiamo deciso di organizzare altri eventi”. Pure prima della ristrutturazione, comunque, Palazzo Pongelli – Benedettoni aveva ospitato alcune serate culturali.
Non mancano, naturalmente, anche le visite guidate al Pongelli – Benedettoni. Firmato l’accordo ufficiale con le guide di Todi che, periodicamente, accompagnano le comitive di stranieri a visitare le stanze e a vedere gli affreschi sulla vita di Jacopone da Todi: “Arrivano dall’Australia, dalla Nuova Zelanda, dagli Stati Uniti. È particolare che siano più interessati loro alla vita di Jacopone rispetto ai tuderti”. Succede. Non si vede il bello che si ha vicino, accorgendosene solo quando ci si allontana.