'L'identità moderna e le sue origini', l'ultimo libro di Ozgen Kolasin

 
Nuovo lavoro per l’archeologa e sociologa Ozgen Kolasin, che ha pubblicato il libro ‘L’identità moderna e le sue origini’. La presentazione è avvenuta mercoledì 27 giugno all’Università per stranieri di Perugia. Nell’opera si utilizza il mito del dio Pan per tentare di dimostrare come l’evoluzione della conoscenza dell’essere umano esista già nella mitologia universale.
Il libro è di 330 pagine, suddiviso in 28 capitoli e nasce dall’osservazione della vita e delle realtà di oggi, rapportate alle declinazioni mitologiche e alle alchimie dei tempi antichi. Un anno fa, Kolasin aveva presentato l’opera d’esordio, ‘Il Grifo. Potere simbolico, mito e storia’. Oggi il nuovo lavoro. Al tavolo, insieme all’autrice, c’erano il procuratore generale della Repubblica di Perugia, Fausto Cardella, i professori Fabrizio Fornari, Donato Loscalzo e Giovanni Occhionero.
Prendendo la parola, Cardella ha sintetizzato così il libro: “Quello di Kolasin è un punto di vista molto interessante. E’ un’indagine su chi siamo, da dove veniamo e possibilmente per cercare di capire pure dove andiamo. Ozgen si comporta come una sorta di Virgilio che ci guida a conoscere i nostri lati bui”. Poi è toccato all’autrice: “Non è un’indagine religiosa sulla mitologia. Non è un libro rivolto al pensiero unico; interpreta il presente attraverso delle condizioni che ci coinvolgono sin dal passato. Per me è un lavoro che propone una sociologia delle forme simboliche”. Pan è il filo conduttore: “Quasi come metodo, dal greco methodos, per comprendere fenomeni sociali dei nostri giorni”.
Fornari ha rilevato come, nell’opera, si mettano insieme due cose in apparenza molto lontane: la mitologia del dio Pan e la sociologia: “E’ un testo di sociologia della storia. Il mito del dio Pan ci apre al fatto che l’uomo è natura e non solo diritto, cultura, costume, regole condivise”. Occhionero si è collegato proprio a questo discorso: “Oggi c’è un allontanamento dell’uomo dalla natura. Descritto bene da Ozgen come una vera sindrome, una patologia”. L’ultimo a parlare è stato Loscalzo: “E’ un libro fondamentale perché parte da un mito antichissimo e percorre tutta la storia dell’umanità e, soprattutto, la contemporaneità. Pan è l’elemento irrazionale che c’è nell’uomo e quindi è molto utile per capire i problemi sociologici e psicologici dell’età contemporanea. Il presente non può spiegarsi unicamente con se stesso. Si fa ricorso all’antichità quando si vuole trovare una chiave nuova per interpretare il presente e questo libro lo dimostra pienamente”.

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