150° anniversario della nascita di Gabriele D’annunzio celebrato dall’Archivio di Stato di Terni.

 L’Archivio di Stato di Terni ricorda Gabriele D’Annunzio a 150 anni dalla nascita (12 marzo 1863-12 marzo 2013) con un evento realizzato in collaborazione con la Fnism, sezione di Terni, la Fondazione T. O. E. e con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Terni e Narni. Martedì 12 marzo 2012, a Palazzo Mazzancolli, sede dell’Archivio di Stato, alla presenza di Francesco Scoppola, Direttore Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell’Umbria, con inizio alle 16,30, si terrà la conferenza del prof. Fausto Dominici Gabriele D’Annunzio ovvero “il vivere inimitabile”, alla quale seguirà l’inaugurazione della mostra documentaria e fotografica Le lettere di frate Gabriel, allestita nella sala espositiva del Palazzo stesso. Dall’esaltazione di Fiume alla nostalgica malinconia del Vittoriale, dagli incitamenti del Poeta-Comandante alle evocazioni francescane di Frate Gabriel, le lettere raccontano la storia di un’amicizia nata sul campo di battaglia, cementata dall’esperienza fiumana e mitizzata nell’esilio del Vittoriale. Un carteggio a tre in cui Margherita D’Incisa di Camerana, nobildonna piemontese, prima “madrina” e poi moglie dell’Ardito Passavanti, gioca un ruolo fondamentale per l’ascesa dell’eroico marito.

L’esposizione presenta lettere, telegrammi, biglietti autografi, fotografie, giornali, tutti provenienti dall’archivio che Elia Rossi Passavanti insieme alla sua consorte ha raccolto, mosso da profonda venerazione per il Comandante D’Annunzio.  La documentazione è distinta in due momenti che corrispondono ai due luoghi di provenienza delle lettere e rispecchiano le due fasi dell’amicizia tra Gabriele D’Annunzio e Elia Rossi Passavanti: Fiume, dal novembre 1919, quando Passavanti, diventato capo della Compagnia della Guardia La Disperata, vive a più stretto contatto con il Comandante, al maggio 1920, quando il giovane si allontana da Fiume con Margherita e con il beneplacito dello stesso D’Annunzio, ufficialmente per curare i postumi delle sue ferite di guerra; il Vittoriale, dal luglio 1922, quando Margherita, dopo il lungo silenzio di D’Annunzio nell’ ”esilio” del Vittoriale e l’ “esilio” del Passavanti in Africa,  tenta con successo di riannodare i legami di amicizia tra il Comandante e il marito per promuoverne l’ascesa politica, al settembre del 1930 sull’onda della struggente nostalgia del periodo eroico.

La mostra, curata da Elisabetta David, resterà aperta fino al 4 maggio 2013.

 

 

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